Pompei nasce come Comune autonomo il 29 marzo 1928. Lo stemma civico viene concesso in data 30 maggio 1929.

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Ercolano, un tempo chiamata Heracleia, è una antica città nelle vicinanze di Napoli, sorta inizialmente come stazione di transito. Sulle sue origini sono state avanzate varie ipotesi ma tutte sembrano propendere per una mitica fondazione nel 1243 a.C., come riporta lo storico Dionigi di Alicarnasso, da parte del semidio Ercole. Costui l'avrebbe fondata, come aveva fondato Roma, mentre, costeggiando le coste della Campania, riportava in patria le mandrie del Sole prese al gigante Gerione nell'isola di Erizia, in Spagna. Di sicuro i primi insediamenti umani di cui si hanno notizie, risalgono al periodo in cui gli osci si stabilirono in questa zona, edificando un centro abitato, nel XII secolo a.C., su un promontorio fornito di un piccolo approdo per le barche.Il 25 agosto del 79 d.C. la città fu completamente distrutta e sepolta da una eruzione del Vesuvio, insieme alle città di Pompei, Stabiae, Oplonti, Taurania, Tora, Sora, Cossa e Leucopetra. In quella orrenda occasione, poichè i venti stratosferici spiravano verso Stabiae, la vicina città di Neapolis fu risparmiata.Le antiche rovine della sepolta città di Ercolano, sono visitabili tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 e nel periodo che va dal 1° aprile al 31 ottobre la chiusura avviene alle ore 19.30.  Il biglietto di accesso cumulativo (4 siti), che consente la visita anche ai siti di Oplonti, Stabia e Boscoreale,  ha validità di un giorno ed un costo di 8.26 EURO.
   Ercolano

  Situata su un promontorio alle pendici del Vesuvio, la cittadina di Ercolano (Herculaneum) all'epoca della grande eruzione del 79 d.C. era una centro satellite della vicina Napoli, a carattere essenzialmente residenziale e non soprattutto commerciale come Pompei. Fondata dagli Osci nel VII secolo a.C. come apprendiamo da Strabone (ma la tradizione la voleva creata da Ercole, che le avrebbe dato il nome), passò in seguito sotto il dominio degli Etruschi e quindi dei Sanniti. Seguì la stessa sorte di Pompei e, dopo aspre lotte, divenne municipium sotto il dominio di Roma.
Al momento dell'eruzione del Vesuvio, diversamente da Pompei, che fu seppellita da una pioggia di cenere e lapilli, Ercolano venne travolta da una marea di fango e detriti vulcanici, che diedero luogo, solidificandosi, ad una sorta di banco tufaceo durissimo, alto tra gli 8 e i 10 metri, all'interno del quale poterono conservarsi, molto meglio che a Pompei, le parti superiori delle costruzioni e anche tutti i materiali organici, come il legno, i tessuti, i resti del cibo, ecc., per cui ci si offre una visione unica della vita privata antica.
Il re Carlo di Borbone, un appassionato tutore del patrimonio culturale e archeologico napoletano, fece riprendere nel 1738, con ingenti mezzi, gli scavi nel punto in cui li aveva abbandonati il principe d'Elboeuf nel 1709 che aveva ritrovato diverse sculture. Fu così ritrovato il theatrum, che è tuttora accessibile soltanto dai cunicoli settecenteschi non essendo stato nuovamente scavato in epoca recente. Non lontano fu ritrovata la Basilica, un grande edificio rettangolare anch'esso per lo più ancora sepolto dal fango solidificato. Tra le sue rovine furono rinvenuti degli splendidi affreschi ora custoditi al Museo Archeologico di Napoli, raffiguranti Ercole  e Teseo
Lo scavo di un pozzo a pochi km ad ovest di Resina condusse a una scoperta importante, una sontuosa villa suburbana, la celebre Villa dei Papiri, edificio tuttora sepolto a una profondità di 20-25 m. Il complesso della villa si estendeva per oltre 250 m. parallelamente alla linea costiera. L'atrio, preceduto da portici, conservava la decorazione parietale. Più che per la sua struttura architettonica, la villa diventò immediatamente famosa per i suoi straordinari reperti; nell'atrio, lungo i peristili e in alcuni degli ambienti era infatti disposta la più ricca serie di sculture che sia mai stata rinvenuta in un'abitazione privata: 58 sculture in bronzo e 21 in marmo, alcune di grandi dimensioni; ricordiamo tra le tante l'Hermes in riposo, (vedi foto) il gruppo delle Danzatrici, il Sileno ebbro, il Satiro dormiente, i Lottatori, il gruppo di Pan e l'ariete e il cosiddetto Pseudo-Seneca (vedi foto). Il nome della villa le viene dal ritrovamento, in un piccolo ambiente adiacente al peristilio di più di 1700 rotoli di papiro, un'intera biblioteca, in gran parte imballata e chiusa in casse, forse a causa dei lavori di restauro seguenti al terremoto del 62 d.C.
Gli scavi proseguirono con andamento lento e infruttuoso, resi pericolosi dai crolli e dalle esalazioni di gas, furono abbandonati per quelli di Pompei.

 

Indirizzo
Corso Resina, 1 - 80056 Ercolano (NA)
Telefono 081-7390963
Ufficio informazioni: 081-8575347 (aprile-ottobre, tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 15.00)
Biglietteria: 081-7777008
Per informazioni sulla sezione didattica: 081-8575331
Fax 081-777716992
Responsabile della struttura: Maria Paola Guidobaldi
Ente sovraordinato: Soprintendenza archeologica di Pompei
   Info

 

Orario
8.30-19.30 (aprile-ottobre: ultimo ingresso ore 18.00);
8.30-17.00 (novembre-marzo: ultimo ingresso alle 15.30)
Ingresso
Biglietto singolo della validità di un giorno: intero 10 euro; ridotto 5 euro.
Biglietto cumulativo con accesso a 5 siti (Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale) della validità di tre giorni: intero 18 euro; ridotto 9 euro.
Il prezzo ridotto è praticato ai cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra 18 e 25 anni non compiuti (per i non appartenenti all’Unione Europea valgono le condizioni di reciprocità) e per i docenti delle scuole statali dell’Unione Europea, con incarico a tempo indeterminato.
L’ingresso è gratuito per i cittadini dell’Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni (per i non appartenenti all’Unione Europea valgono le condizioni di reciprocità).
I biglietti gratuiti e ridotti possono essere rilasciati solo previa presentazione di un valido documento di identità.
Per arrivare
L’area archeologica di Ercolano si trova alle estreme pendici sud-ovest del Vesuvio, su un promontorio che sovrasta la linea costiera, a sud dell’odierno abitato, fino al 1969 chiamato Resina. Dista 14,8 km dall’aeroporto di Napoli-Capodichino.
Chi viaggia in automobile può prendere l’autostrada A3 Napoli-Salerno e uscire a Ercolano.
Per chi viaggia in treno, il Museo dista 700 m dalla stazione della Circumvesuviana di Ercolano-Scavi e 1,6 km dalla stazione FS di Portici-Ercolano.
Per chi utilizza i mezzi pubblici: da Napoli, autolinea 157 e filobus 255.
Audioguide
Il servizio, disponibile in più lingue (italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo), consente al visitatore di scegliere tra itinerari proposti o personalizzati, secondo l’esigenza. Nel periodo novembre-marzo il servizio è attivo tutti i giorni dalle 8.30 alle 17.00; nel periodo aprile-ottobre, tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Per i bambini sono previsti percorsi di visita specifici.
Per gli adulti, il prezzo di un’audioguida singola è 6,50 euro; due o più audioguide costano 5 euro cad.
Per i ragazzi, il prezzo di un’audioguida singola è 4 euro; due o più audioguide costano 3,50 euro cad. Per informazioni: 081 - 537.0370.
Libreria interna
Nel periodo novembre-marzo, aperta tutti i giorni dalle 8.30 alle 17; nel periodo aprile-ottobre, tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Tel.: 081 - 777.7070
Servizi
Servizio di ristoro negli orari di apertura degli scavi.
Servizio di guardaroba gratuito: nel periodo novembre-marzo, tutti i giorni dalle 8.30 alle 17.00; nel periodo aprile-ottobre, tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30.
Il servizio accoglienza distribuisce gratuitamente una pianta e una guida breve degli scavi di Ercolano e fornisce informazioni turistico-culturali sugli itinerari nelle aree di propria competenza. 
 
   Tour fotografico

 

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La città di Ercolano fu sepolta da un flusso piroclastico (nube ardente) che raggiunse una velocità di 100-130 km/h e temperature intorno ai 100° C che portò con sé frammenti di roccia e pomice liquefatti. Quando l'intera massa raffreddò questo flusso assunse un aspetto simile a fango che confuse in un primo momento gli addetti agli scavi, convinti che si trattasse di fango lavico. Il materiale fluido, che si depositò con una violenza inaudita, frantumando ogni cosa, penetrò però lentamente all'interno delle case coprendo, senza modificarne la posizione, i mobili e gli oggetti che vi si trovavano. E' questa una delle ragioni per cui ad Ercolano sono stati rinvenuti così tanti reperti ben conservati. La temperatura alta di questa massa ardente, carbonizzò abiti, fogli di papiro e legno senza distruggerli, cosicché ancora oggi si possono osservare travi, mobili, scale, e tralicci e trarre un'idea delle usanze del tempo. La maggior parte delle persone (erano presenti circa 4000 cittadini) riuscì a scappare via e gli unici abitanti ritrovati all'interno della città sembrano essere persone che in qualche modo erano impedite, come ad esempio il fanciullo ammalato ritrovato nel suo letto nella bottega del tagliatore.Il costo del biglietto cumulativo è ridotto per i cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 ed i 25 anni. Il biglietto cumulativo (5 siti) consente la visita a Ercolano, Pompei, Oplonti, Stabia e Boscoreale, ha validità di tre giorni.   Per i cittadini della Comunità Europea di età inferiore ai 18 anni o maggiore di 65 anni, la visita agli scavi è gratuita. La visita richiede in genere almeno un paio di ore ed è preferibile calzare scarpe adatte a percorsi accidentati e talvolta umidi.
     
    

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