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Il Vesuvio |
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Ercolano |
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Napoli |
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L'hinterland |
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Ercolano, un tempo
chiamata Heracleia, è una antica città nelle vicinanze
di Napoli, sorta inizialmente come stazione di transito. Sulle
sue origini sono state avanzate varie ipotesi ma tutte
sembrano propendere per una mitica fondazione nel 1243 a.C.,
come riporta lo storico Dionigi di Alicarnasso, da
parte del semidio Ercole. Costui l'avrebbe fondata, come aveva
fondato Roma, mentre, costeggiando le coste della Campania,
riportava in patria le mandrie del Sole prese al gigante
Gerione nell'isola di Erizia, in Spagna. Di sicuro i primi
insediamenti umani di cui si hanno notizie, risalgono al
periodo in cui gli osci si stabilirono in questa zona,
edificando un centro abitato, nel XII secolo a.C., su un
promontorio fornito di un piccolo approdo per le barche.Il 25
agosto del 79 d.C. la città fu completamente distrutta e
sepolta da una eruzione del Vesuvio, insieme alle città di
Pompei, Stabiae, Oplonti, Taurania, Tora, Sora, Cossa e
Leucopetra. In quella orrenda occasione, poichè i venti
stratosferici spiravano verso Stabiae, la vicina città di
Neapolis fu risparmiata.Le antiche rovine della sepolta
città di Ercolano, sono visitabili tutti i giorni dalle ore
8.30 alle ore 17.00 e nel periodo che va dal 1° aprile al 31
ottobre la chiusura avviene alle ore 19.30. Il biglietto di
accesso cumulativo (4 siti), che consente la visita anche ai
siti di Oplonti, Stabia e Boscoreale, ha validità di un
giorno ed un costo di 8.26 EURO. |
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Ercolano |
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Situata su un promontorio alle pendici del Vesuvio, la
cittadina di Ercolano (Herculaneum) all'epoca della
grande eruzione del 79 d.C. era una centro satellite
della vicina Napoli, a carattere essenzialmente
residenziale e non soprattutto commerciale come Pompei.
Fondata dagli Osci nel VII secolo a.C. come apprendiamo
da Strabone (ma la tradizione la voleva creata da
Ercole, che le avrebbe dato il nome), passò in seguito
sotto il dominio degli Etruschi e quindi dei Sanniti.
Seguì la stessa sorte di Pompei e, dopo aspre lotte,
divenne municipium sotto il dominio di Roma.
Al momento dell'eruzione del Vesuvio, diversamente da
Pompei, che fu seppellita da una pioggia di cenere e
lapilli, Ercolano venne travolta da una marea di fango e
detriti vulcanici, che diedero luogo, solidificandosi,
ad una sorta di banco tufaceo durissimo, alto tra gli 8
e i 10 metri, all'interno del quale poterono
conservarsi, molto meglio che a Pompei, le parti
superiori delle costruzioni e anche tutti i materiali
organici, come il legno, i tessuti, i resti del cibo,
ecc., per cui ci si offre una visione unica della vita
privata antica.
Il re Carlo di Borbone, un appassionato tutore del
patrimonio culturale e archeologico napoletano, fece
riprendere nel 1738, con ingenti mezzi, gli scavi nel
punto in cui li aveva abbandonati il principe d'Elboeuf
nel 1709 che aveva ritrovato diverse sculture. Fu così
ritrovato il theatrum, che è tuttora accessibile
soltanto dai cunicoli settecenteschi non essendo stato
nuovamente scavato in epoca recente. Non lontano fu
ritrovata la Basilica, un grande edificio rettangolare
anch'esso per lo più ancora sepolto dal fango
solidificato. Tra le sue rovine furono rinvenuti degli
splendidi affreschi ora custoditi al Museo Archeologico
di Napoli, raffiguranti Ercole e Teseo
Lo scavo di un pozzo a pochi km ad ovest di Resina
condusse a una scoperta importante, una sontuosa villa
suburbana, la celebre Villa dei Papiri, edificio tuttora
sepolto a una profondità di 20-25 m. Il complesso della
villa si estendeva per oltre 250 m. parallelamente alla
linea costiera. L'atrio, preceduto da portici,
conservava la decorazione parietale. Più che per la sua
struttura architettonica, la villa diventò
immediatamente famosa per i suoi straordinari reperti;
nell'atrio, lungo i peristili e in alcuni degli ambienti
era infatti disposta la più ricca serie di sculture che
sia mai stata rinvenuta in un'abitazione privata: 58
sculture in bronzo e 21 in marmo, alcune di grandi
dimensioni; ricordiamo tra le tante l'Hermes in riposo,
(vedi foto) il gruppo delle Danzatrici, il Sileno ebbro,
il Satiro dormiente, i Lottatori, il gruppo di Pan e
l'ariete e il cosiddetto Pseudo-Seneca (vedi foto). Il
nome della villa le viene dal ritrovamento, in un
piccolo ambiente adiacente al peristilio di più di 1700
rotoli di papiro, un'intera biblioteca, in gran parte
imballata e chiusa in casse, forse a causa dei lavori di
restauro seguenti al terremoto del 62 d.C.
Gli scavi proseguirono con andamento lento e
infruttuoso, resi pericolosi dai crolli e dalle
esalazioni di gas, furono abbandonati per quelli di
Pompei. |
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Indirizzo
Corso Resina, 1 - 80056 Ercolano (NA)
Telefono 081-7390963
Ufficio informazioni: 081-8575347 (aprile-ottobre,
tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 15.00)
Biglietteria: 081-7777008
Per informazioni sulla sezione didattica: 081-8575331
Fax 081-777716992
Responsabile della struttura: Maria Paola Guidobaldi
Ente sovraordinato: Soprintendenza archeologica di Pompei |
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Info |
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Orario
8.30-19.30 (aprile-ottobre: ultimo ingresso ore 18.00);
8.30-17.00 (novembre-marzo: ultimo ingresso alle 15.30)
Ingresso
Biglietto singolo della validità di un giorno: intero 10 euro;
ridotto 5 euro.
Biglietto cumulativo con accesso a 5 siti (Pompei, Ercolano,
Oplonti, Stabia, Boscoreale) della validità di tre giorni:
intero 18 euro; ridotto 9 euro.
Il prezzo ridotto è praticato ai cittadini dell’Unione Europea
di età compresa tra 18 e 25 anni non compiuti (per i non
appartenenti all’Unione Europea valgono le condizioni di
reciprocità) e per i docenti delle scuole statali dell’Unione
Europea, con incarico a tempo indeterminato.
L’ingresso è gratuito per i cittadini dell’Unione Europea
minori di 18 anni o maggiori di 65 anni (per i non
appartenenti all’Unione Europea valgono le condizioni di
reciprocità).
I biglietti gratuiti e ridotti possono essere rilasciati solo
previa presentazione di un valido documento di identità.
Per arrivare
L’area archeologica di Ercolano si trova alle estreme pendici
sud-ovest del Vesuvio, su un promontorio che sovrasta la linea
costiera, a sud dell’odierno abitato, fino al 1969 chiamato
Resina. Dista 14,8 km dall’aeroporto di Napoli-Capodichino.
Chi viaggia in automobile può prendere l’autostrada A3
Napoli-Salerno e uscire a Ercolano.
Per chi viaggia in treno, il Museo dista 700 m dalla stazione
della Circumvesuviana di Ercolano-Scavi e 1,6 km dalla
stazione FS di Portici-Ercolano.
Per chi utilizza i mezzi pubblici: da Napoli, autolinea 157 e
filobus 255.
Audioguide
Il servizio, disponibile in più lingue (italiano, inglese,
francese, tedesco e spagnolo), consente al visitatore di
scegliere tra itinerari proposti o personalizzati, secondo
l’esigenza. Nel periodo novembre-marzo il servizio è attivo
tutti i giorni dalle 8.30 alle 17.00; nel periodo
aprile-ottobre, tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Per i
bambini sono previsti percorsi di visita specifici.
Per gli adulti, il prezzo di un’audioguida singola è 6,50
euro; due o più audioguide costano 5 euro cad.
Per i ragazzi, il prezzo di un’audioguida singola è 4 euro;
due o più audioguide costano 3,50 euro cad. Per informazioni:
081 - 537.0370.
Libreria interna
Nel periodo novembre-marzo, aperta tutti i giorni dalle 8.30
alle 17; nel periodo aprile-ottobre, tutti i giorni dalle 8.30
alle 19.30. Tel.: 081 - 777.7070
Servizi
Servizio di ristoro negli orari di apertura degli scavi.
Servizio di guardaroba gratuito: nel periodo novembre-marzo,
tutti i giorni dalle 8.30 alle 17.00; nel periodo
aprile-ottobre, tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30.
Il servizio accoglienza distribuisce gratuitamente una pianta
e una guida breve degli scavi di Ercolano e fornisce
informazioni turistico-culturali sugli itinerari nelle aree di
propria competenza.
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Tour
fotografico |
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LA CITTA' |
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INFO UTILI |
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Farmacie - Erborist. |
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Pronto Soccorso |
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Ospedali - Cliniche |
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Centri ascolto |
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La città di Ercolano fu sepolta
da un flusso piroclastico (nube ardente) che raggiunse una
velocità di 100-130 km/h e temperature intorno ai 100° C che
portò con sé frammenti di roccia e pomice liquefatti. Quando
l'intera massa raffreddò questo flusso assunse un aspetto
simile a fango che confuse in un primo momento gli addetti
agli scavi, convinti che si trattasse di fango lavico. Il
materiale fluido, che si depositò con una violenza inaudita,
frantumando ogni cosa, penetrò però lentamente all'interno
delle case coprendo, senza modificarne la posizione, i mobili
e gli oggetti che vi si trovavano. E' questa una delle ragioni
per cui ad Ercolano sono stati rinvenuti così tanti reperti
ben conservati. La temperatura alta di questa massa ardente,
carbonizzò abiti, fogli di papiro e legno senza distruggerli,
cosicché ancora oggi si possono osservare travi, mobili,
scale, e tralicci e trarre un'idea delle usanze del tempo. La
maggior parte delle persone (erano presenti circa 4000
cittadini) riuscì a scappare via e gli unici abitanti
ritrovati all'interno della città sembrano essere persone che
in qualche modo erano impedite, come ad esempio il fanciullo
ammalato ritrovato nel suo letto nella bottega del tagliatore.Il costo del biglietto
cumulativo è ridotto per i cittadini dell’Unione Europea di
età compresa tra i 18 ed i 25 anni. Il biglietto cumulativo (5
siti) consente la visita a Ercolano, Pompei, Oplonti,
Stabia e Boscoreale, ha validità di tre giorni. Per i
cittadini della Comunità Europea di età inferiore ai 18 anni o
maggiore di 65 anni, la visita agli scavi è gratuita. La
visita richiede in genere almeno un paio di ore ed è
preferibile calzare scarpe adatte a percorsi accidentati e
talvolta umidi. |
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