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Pompei, Ercolano e il Vesuvio, siti archeologici aperti.

I siti archeologici di Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabia e l’Antiquarium di Boscoreale saranno aperti anche il 1gennaio 2013 dalle 8 alle 14 (ultimo ingresso ore 13)
Come già avvenuto a Natale, anche a Capodanno turisti e visitatori potranno ammirare i tesori antichi e contare su una offerta ampliata.
A Pompei saranno aperte la casa di Apollo, la casa dei Ceii, la casa della caccia antica e la casa di Cecilio Giocondo. A Ercolano il padiglione della barca, dove è custodita un”imbarcazione di epoca romana. All’antiquarium di Boscoreale – informa la sovrintendenza – sarà possibile ammirare un frammento di affresco raffigurante Bacco proveniente dalla villa di Asellius: nella villa di Poppea a Oplonti saranno visibili parti di decorazioni parietali custodite nei depositi.
Apertura anche per il sentiero del Gran Cono dalle 9 alle 15: a Capodanno famiglie e turisti potranno recarsi sulla cima dopo una sosta al parcheggio di quota mille. Ad Ercolano (Napoli) resteranno chiusi al pubblico il museo Archeologico virtuale e la mostra presepiale in Villa Campolieto.

I siti archeologici di Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabia e l’Antiquarium di Boscoreale saranno aperti anche il 1gennaio 2013 dalle 8 alle 14 (ultimo ingresso ore 13)Come già avvenuto a Natale, anche a Capodanno turisti e visitatori potranno ammirare i tesori antichi e contare su una offerta ampliata.A Pompei saranno aperte la casa di Apollo, la casa dei Ceii, la casa della caccia antica e la casa di Cecilio Giocondo. A Ercolano il padiglione della barca, dove è custodita un”imbarcazione di epoca romana. All’antiquarium di Boscoreale – informa la sovrintendenza – sarà possibile ammirare un frammento di affresco raffigurante Bacco proveniente dalla villa di Asellius: nella villa di Poppea a Oplonti saranno visibili parti di decorazioni parietali custodite nei depositi.
Apertura anche per il sentiero del Gran Cono dalle 9 alle 15: a Capodanno famiglie e turisti potranno recarsi sulla cima dopo una sosta al parcheggio di quota mille. Ad Ercolano (Napoli) resteranno chiusi al pubblico il museo Archeologico virtuale e la mostra presepiale in Villa Campolieto.

Pompei si affida ad uno sponsore: Toshiba

Toshiba proteggerà Pompei dall’inefficienza italiana

Nei prossimi mesi sarà predisposto un progetto per la mappatura della città antica. Questo impegno, in collaborazione con la Facoltà di Architettura della Seconda università di Napoli e il centro di competenza Benecon, dovrebbe consentire una migliore conservazione delle strutture e recupero dei monumenti. Senza contare l’intento di evitare ulteriori crolli.
Il crollo di due anni fa della Domus dei Gladiatori è stato per Pompei un punto di non ritorno. Crollare o ripartire era la scelta. Oggi, stando a quanto si scrive a pagina 46, si riparte. Con un partner privato e straniero – Toshiba – prova dell’attrattività del sito e della cittadina. L’ingresso di capitali freschi darà fiato alle casse e spinta a soluzioni innovative che promettono di trainare i flussi turistici.
Gli Scavi saranno costantemente sotto controllo grazie alle oltre 400 telecamere che saranno installate a tutela del sito: è questo l’obiettivo del nuovo progetto finanziato dal Pon Sicurezza, il programma gestito dal ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica sicurezza e cofinanziato dall’Unione europea. Dei 434 nuovi “occhi elettronici” previsti dal progetto, 130 sono destinati a sostituire le telecamere già esistenti nell’area ed ormai obsolete.
I nuovi supporti ottici saranno dislocati lungo il perimetro del parco, all’interno delle aree ritenute critiche della città antica, nei pressi dei depositi, dei laboratori, degli uffici, dei parcheggi e degli ingressi veicolari e pedonali.
Il potenziamento dell’impianto di videosorveglianza permetterà di prevenire il rischio di furti, danneggiamenti e atti vandalici, garantendo un adeguato monitoraggio dei flussi turistici che ogni giorno fanno registrare circa 15mila visitatori.
Il nuovo impianto rappresenterà, inoltre, un valido supporto per eventuali fini investigativi. Le risorse destinate dal Programma operativo nazionale “”Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo convergenza 2007-2013” ammontano a 3,8 milioni di euro. Il progetto, approvato dall’ultimo Comitato di valutazione è stato presentato ieri dalla sovrintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.
Quello vesuviano diventerà un centro di livello internazionale con specializzazione nella tutela dei monumenti”, ha sottolineato Ivan di Federico, responsabile Italia per Topcon. Si parla infatti di almeno 20 specialisti, tra manager, tecnici e ricercatori di varie nazionalità, e 20 studiosi di fama internazionale. “Vogliamo che Pompei diventi una smart city dotata di infrastrutture immateriali che consentano la valorizzazione delle sue risorse”, ha aggiunto il sindaco Claudio D’Alessio

Pompei scoperto un vigneto d’età romana


Archeologo Pompei

A portarlo alla luce una campagna di scavo condotta dall’Istituto archeologico germanico di Berlino e finanziata dal Deutsche Forschungsgemeinschaft, ossia l’equivalente tedesco del nostro Cnr.
Lavori diretti da Florian Seiler, archeologo da lungo tempo attivo nell’area vesuviana che ha coordinato uno staff internazionale e interdisciplinare, all’interno del quale figurano Pia Kastenmeier, Domenico Esposito e Catello Imperatore. Luogo del rinvenimento, il comune di Scafati, confinante con Pompei ma rientrante nella giurisdizione della provincia di Salerno e, quindi, di competenza della locale Soprintendenza archeologica guidata da Adele Campanelli.
Intorno a quella che un giorno sarebbe stata la sua tomba, Trimalcione voleva un orto, un frutteto ma soprattutto un vigneto. Facile comprendere dove il liberto arricchito del «Satyricon» di Petronio volesse andare a parare: nell’economia primaria del I secolo dopo Cristo, il nettare di Bacco era moneta sonante. Non c’è da stupirsi allora che intorno alla ricca Pompei si distendessero un tempo ettari coltivati a vite a perdita d’occhio. E che proprio a una manciata di chilometri dalla città sepolta dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. sia stato in questi giorni ritrovato quello che presumibilmente è uno tra vigneti meglio conservati di età romana.
Gli scavi hanno insistito su un terreno demaniale sito in via della Resistenza, in posizione strategica: a 350 metri in direzione sudest sorge la villa romana di Numerius Popidius Narcissus Maior, a 50 metri in direzione est la cosiddetta villa della «cartucciera». Tutto lascerebbe pensare che quel terreno coltivato a vite di 12 metri per quattro appartenesse a una di queste due «fattorie» dell’antichità.
L’economia che fu
I lavori di scavo che hanno portato alla scoperta rientrano nel progetto che l’Istituto archeologico germanico ha avviato nel 2007 per la ricostruzione del paleo-paesaggio della piana del Sarno, ossia l’ampia area geografica tagliata dall’omonimo fiume sulla quale nell’antichità sorsero i centri di Pompei e Nuceria. E ricostruire il paleo-paesaggio significa anche ricostruire l’economia sulla quale si reggevano queste due città. Un’economia fondata sull’agricoltura. «Gli studi condotti in questi anni – spiega Florian Seiler – hanno accertato come la piana del Sarno fosse vocata all’attività agricola sin almeno dall’età del bronzo, per l’età del ferro e andando oltre l’eruzione del ’79 d.C.
Le eruzioni vesuviane ci hanno preservato queste serie storiche con un livello di conservazione sconosciuto nel resto del mediterraneo». In età romana, intorno ai centri di Pompei e Nuceria, sorgevano almeno 150 villae rusticae dove si allevavano animali, si coltivava la vite e l’ulivo, si producevano vini e oli che poi venivano esportati nel resto dell’impero. I vigneti erano insomma integrante parte del paesaggio.
Vino pompeiano
Il colpo d’occhio che offre l’antico vigneto trovato a Scafati è di grande suggestione: vi si riconoscono i solchi prodotti dalla zappa di chissà quale schiavo, i fori in cui erano inseriti i pali che servivano a sorreggere i filari e le tracce lasciate dalle radici delle piante. «Si può dire – continua Seiler – che, insieme con quelli rinvenuti sempre nell’area vesuviana tra gli anni Cinquanta e Settanta, quello trovato ora sia il vitigno meglio conservato dell’antichità». Rispetto alle scoperte degli anni Cinquanta e Settanta, tuttavia, c’è un vantaggio: gli strumenti di ricerca si sono raffinati.
«Quindi – prosegue l’archeologo tedesco – abbiamo chance ancora maggiori di comprendere come funzionasse l’agricoltura nel primo secolo dopo Cristo». A questo punto entreranno in gioco paleobotanici come Mark Robinson dell’Università di Oxford, palinologi come Hermann Behling e Linda Steinhübel dell’Università di Göttingen, geografi e geoecologi come Michael Märker e Sebastian Vogel nonché micromorfologi come Ivano Rellini.
A loro il compito di analizzare le evidenze portate alla luce dallo scavo di Scafati sino a trarne rispettive le conclusioni. Per la primavera dell’anno prossimo è prevista la presentazione dei risultati della ricerca e a seguire la pubblicazione. Il tutto in Germania, terra di grandi archeologi del passato. Che ancora una volta dimostra una sensibilità verso il nostro “povero” patrimonio che dalle nostre parti non è affatto scontata.

POMPEI: la passeggiata culturale degli studenti elvetici


Turisti Elvetici agli scavi di Pompei

Una passeggiata culturale a piedi, lungo il territorio della costa vesuviana. E´ stata l’impresa degli ultimi giorni di una comitiva di studenti universitari elvetici, che sotto la guida di artisti e studiosi locali, sono entrati nel cuore di un comprensorio segnato da testimonianze di grandezza ed elementi di degrado. Dalla Reggia di Portici agli scavi di Pompei, attraversando Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata, fino al parco archeologico di Pompei. L´itinerario è stato percorso sotto la guida di docenti, archeologi, artisti ed architetti. L’area pompeiana ha naturalmente catalizzato l’interesse maggiore della comitiva, che ha conosciuto i particolari della vita antica a Pompei durante il primo secolo dopo Cristo. Gli approfondimenti di usi, costumi, materiali e tecniche di costruzione delle domus, assumono valore in una programmazione urbanistica di riedificazione ecosostenibile del territorio del Vesuvio. Gli studenti hanno realizzato, attraversando la città antica, performance artistiche documentate con video, foto e registrazioni audio. E’ stato un modo per utilizzare l’arte contemporanea come modello per la fruizione di conoscenze e valorizzazione dei beni culturali. Il progetto è della Stalker Walking School (SWS) con la partecipazione di docenti e studenti di studi urbani dell’ETH Zurigo e quelli di fotografia della scuola della HFG di Karlsruhe, e la collaborazione di SUDLAB. E’ la seconda esperienza del genere nella provincia di Napoli, in cui sono stati impegnati tre giorni in cammino al fine di comprendere e raccontare con l’arte le trasformazioni del paesaggio all’ombra del Vesuvio. E’ un approccio di conoscenza diretta attraversando i luoghi ed osservando le contraddizioni di una cultura millenaria svalutata dal degrado attuale. Pompei con Ercolano e le ville del Miglio d’Oro alle falde del Vesuvio, costituiscono una possibilità unica per preservare il passato in funzione di un futuro sostenibile e consapevole. Il Vesuvio è una delle aree più popolate d’Europa (circa 700.000 abitanti) per cui la testimonianza archeologica dell’eruzione assume anche il valore di monito da interpretare nella penetrazione del territorio, dove il valore estetico dei monumenti vesuviani contrastano con i complessi urbani realizzati nell’ultimo ventennio. Nel percorso, anche la visione della processione di Maria SS. della Neve a Torre Annunziata, che è stata funzionale alla conoscenza della cultura locale, come necessità di esorcizzare con segni di religione la paura del Vesuvio.

Il film italiano: “Gladiatori di Roma 3D”

Costato ben 40 milioni di euro e 5 anni di lavoro cui ha preso parte uno staff di 500 persone, è appena uscito in 400 copie “Gladiatori di Roma 3D”, nuovo arrivato tra i titoli di animazione. Sono numeri importanti per non dire stratosferici visto che si tratta di una produzione italiana.

A dire il vero l’impronta hollywoodiana c’è, perché Igino Straffi, produttore e regista del film, ha ingaggiato come sceneggiatore niente meno che quello del primo episodio della saga “L’Era Glaciale”. Questa partecipazione di lusso ha sicuramente aiutato la riuscita dell’opera ma ne ha attutita la forza dirompente perché ha significato mettere in scena tutta una serie di stereotipi dell’animazione visti e rivisti nei titoli americani.

Visto il coraggioso dispiegamento di forze profuse, forse non c’era margine di rischiare ulteriormente distaccandosi dalla tradizione.

Le scenografie di sfondo sono belle e particolareggiate e il 3d visivamente molto potente, ma i movimenti di macchina appaiono spesso troppo veloci e i volti dei protagonisti un po’ limitati nell’espressività. Sul doppiaggio stendiamo un velo pietoso perché fa veramente impressione la mancata sincronia tra disegni e voci.

La tecnica d’animazione non è al livello degli ultimi capolavori d’oltreoceano; ma i bambini apprezzeranno lo stesso e coloreranno da soli con la fantasia quel che appare troppo povero ai disincantati adulti.

Il messaggio del film è importante: le mete si raggiungono con sforzo e sacrifici costanti e non percorrendo scorciatoie.

“Gladiatori di Roma 3D” è stato venduto in 30 Paesi e arriverà in 3000 copie in America la prossima Pasqua. Rappresenta insomma una gigantesca scommessa per l’esportazione del nostro cinema.

Pompei: statua trafugata recuperata

I carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza a conclusione di una complessa indagine negli ambienti dei mercanti d’arte, hanno recuperato una testimonianza archeologica di inestimabile valore trafugata 25-30 anni fa in zona archeologica Ercolano-Pompei e trovata in possesso di un professionista. Si tratta della testa di una statua funeraria riconducibile al periodo tra l’anno 100 a.c. e l’anno 50 d.c.
La rara testimonianza del patrimonio storico, esaminata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Archeologici di Parma, ha destato enorme interesse nell’ambiente culturale e archeologico e dovrebbe raffigurare il volto di Agrippina Minore, ovvero Giulia Agrippina, figlia minore di Nerone.
Il prezioso manufatto è stato custodito per quasi trent’anni dal professionista, che ha tentato di venderlo solo in questi giorni. Ed è qui che è scattata l’indagine, partita proprio da alcune segnalazioni giunte ai militari dal mondo dell’arte.
L’oggetto storico-archeologico d’inestimabile valore rappresenterebbe il viso della figlia minore di Nerone ed è stato custodito per 30 anni da un “collezionista” fino a qualche settimana fa, quando è stata tentata la vendita nel mondo dei mercanti d’arte

Pompei Cinema Festival, seconda edizione.

Teatro Costanzo Mattiello Pompei

Al Teatro Di Costanzo Mattiello, ci sarà la premiazione dei personaggi appartenenti al mondo cinematografico, televisivo e giornalistico che hanno maggiormente valorizzato location, paesaggi e identità culturali del sud Italia, senza dimenticare l’attenzione che la manifestazione rivolge alla legalità e tematiche sociali.

L’evento includerà inoltre il Premio alla Legalità, Premio alla Carriera, Premio alla Città di Pompei, Premio Pompei Cinema Festival 2012.

L’veneto è stato realizzato grazie alla collaborazione con Cinzia De Curtis (agenzia Intermedia 86) e oltre ai premi per i film, verrà assegnato un riconoscimento ad uno dei tre cortometraggi proiettati nei locali del Liceo Scientifico e Statale E. Pascal durante i tre giorni del Festival: ‘Uno Studente di nome Alessandro‘, film di Enzo De Camillis; ‘Massimo‘, Road to Pictures Film, in collaborazione con Images Hunters e Visualdesigners è un film di Ciro D’Amelio con Ruggiero Tammaro, Ardalan Nebavinejad, Dario Leone e Giulio Monterotti; “Damiano”- Sicilia, 1992. Damiano, un bambino di nove anni, vive attraverso i suoi attenti occhi le stragi e gli attentati di mafia di quegli anni, tra cui l’uccisione del suo maestro (mentore, amico e giornalista), e le difficoltà del padre nel trovare lavoro.

il Viaggio nei sensi a Pompei, Sorrento e Caserta tra cultura e cibo

Dal 14 settembre al 2 novembre i ristoratori inventeranno le loro ricette ispirandosi alla storia e all’arte

Il percorso si snoderà tra Sorrento, Pompei e Caserta come luoghi dove arte e gusto trovano una perfetta sintesi. Per il primo appuntamento, a Sorrento, venerdì 14 settembre, gli chef di Camera&Cucina, coadiuvati da Imma Gargiulo, finalista della prima edizione di Master Chef Italia, proporranno una cena con portate ispirate ad alcune delle opere conservate presso il Museo Correale di Terranova. La cena, con inizio alle 20.30, al costo 45 euro, sarà accompagnata dai vini dell’azienda Feudi di San Gregorio e avrà una dolce conclusione con “Sentimento di Sal” del noto pasticcere dell’Accademia Maestri Pasticceri, Sal De Riso. Il 12 ottobre, poi, sarà la volta di Paolo Gramaglia, del ristorante President di Pompei, che non poteva che ispirarsi agli affreschi dei vicini scavi di Pompei e Oplonti. A Caserta, infine, a due passi dalla Reggia, la chef Rosanna Marziale del ristorante Le Colonn, il 2 novembre, svilupperà il suo viaggio ispirandosi ai Borbone e ai piatti preferiti del re, il tutto con una cena sensoriale dal titolo “Il ritorno Fantastico di Carlo di Borbone”. Sarà un attore a recitare la parte del re che racconta le sue preferenze gastronomiche.

Mangiare è un’esperienza che coinvolge non soltanto il gusto, ma anche tutto l’insieme delle nostre sensazioni. E questa totalità di sensazioni è l’aspetto che probabilmente fa del cibo cultura. Da qui, da queste suggestioni e da un’idea di Carmen Davolo, Santa di Salvo, Daniela Marrapese, Giuseppe Aversa e Antonino Fattorusso, e con la collaborazione del Museo Correale di Terranova di Sorrento, parte a settembre “Viaggio nei sensi…aspettando le Giornate Gastronomiche Sorrentine”, un format che continuerà fino a novembre 2012 e che andrà in scena in alcune delle località più suggestive della regione.

Pompei: visitatori in aumento, superata quota 16 mila

Botteghino Scavi di Pompei

Ben 16.329 persone hanno affollato i siti archeologici vesuviani. Lo comunica, in una nota, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei. Si tratta di un ottimo risultato, conseguito anche grazie alla presenza di numerosi croceristi che hanno fatto scalo al porto di Napoli. Ed effettivamente, Pompei ed Ercolano, che ieri hanno fatto registrare 14.802 e 1.389 visitatori rispettivamente, restano in cima alle preferenze dei turisti che, giungendo nella citta’ capoluogo, le scelgono quale meta delle loro escursioni.

Infatti, dopo mesi in cui, anche a causa dello scenario di crisi che caratterizza l’economia mondiale, si e’ registrato un sia pur contenuto calo di presenze, i primi 11 giorni di settembre fanno registrare un aumento di circa il 5% nel numero di visitatori rispetto allo stesso periodo del 2011. E, se e’ sicuramente presto per trarre conclusioni definitive, il dato e’ sicuramente una conferma del prestigio che le aree archeologiche vesuviane godono in tutto il mondo.

Pompei in diretta, lo spettacolo e le rovine

Le Note degli Angeli celebrano i grandi valori – Ieri sera, su Rai Uno, è andato in onda uno spettacolo dedicato ai grandi valori della Pace e della Carità, Le Note degli Angeli.  L’evento è stato trasmesso in diretta dal Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. La conduzione del programma è stata affidata a Massimo Giletti e Serena Rossi, hanno inoltre partecipato artisti come Massimo Ranieri, Marco Carta, Roberto Vecchioni, Fabio Concato, Michele Placido, Orietta Berti, Divas, Le TRE.N.D. e Daniel Panetta.
Con la testimonianza di un grande campione dello sport come il calciatore Marek Hamsik. Le coreografie sono state curate dal Maestro Angelo Parisi, che dirige il Corpo di ballo Percorsi nel Caos. Sul palco,  l’Orchestra I Suoni del Sud diretta dal Maestro Alterisio Paoletti. All’evento televisivo è stata inoltre abbinata una campagna raccolta fondi Madonna Del Rosario di Pompei per la realizzazione de Un Progetto di edilizia Sociale in Africa – per sostenere le opere del Santuario. Dal 14 al 24 luglio, attraverso il numero solidale 45508 si potranno donare 2 euro con un sms o con una chiamata da telefono fisso. Lo spettacolo Le Note degli Angeli dalla Myriam Entertainment Srl di Roma, e firmato da Enzo Palumbo e Annamaria de Nittis mentre la regia è stata curata da Giovanni Caccamo.
Importante partecipazione allo spettacolo sarà quella di Roberto Vecchioni. Il suo ultimo album si intitola Chiamami ancora amore. Pubblicato nel 2011, il singolo di lancio è Chiamami ancora amore, brano vincitore del Festival di Sanremo 2011. Prima di questo lavoro Roberto Vecchioni ha pubblicato nel 2007.

Le Note degli Angeli celebrano i grandi valori – Ieri sera, su Rai Uno, è andato in onda uno spettacolo dedicato ai grandi valori della Pace e della Carità, Le Note degli Angeli.  L’evento è stato trasmesso in diretta dal Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. La conduzione del programma è stata affidata a Massimo Giletti e Serena Rossi, hanno inoltre partecipato artisti come Massimo Ranieri, Marco Carta, Roberto Vecchioni, Fabio Concato, Michele Placido, Orietta Berti, Divas, Le TRE.N.D. e Daniel Panetta.
Con la testimonianza di un grande campione dello sport come il calciatore Marek Hamsik. Le coreografie sono state curate dal Maestro Angelo Parisi, che dirige il Corpo di ballo Percorsi nel Caos. Sul palco,  l’Orchestra I Suoni del Sud diretta dal Maestro Alterisio Paoletti. All’evento televisivo è stata inoltre abbinata una campagna raccolta fondi Madonna Del Rosario di Pompei per la realizzazione de Un Progetto di edilizia Sociale in Africa – per sostenere le opere del Santuario. Dal 14 al 24 luglio, attraverso il numero solidale 45508 si potranno donare 2 euro con un sms o con una chiamata da telefono fisso. Lo spettacolo Le Note degli Angeli dalla Myriam Entertainment Srl di Roma, e firmato da Enzo Palumbo e Annamaria de Nittis mentre la regia è stata curata da Giovanni Caccamo.
Importante partecipazione allo spettacolo sarà quella di Roberto Vecchioni. Il suo ultimo album si intitola Chiamami ancora amore. Pubblicato nel 2011, il singolo di lancio è Chiamami ancora amore, brano vincitore del Festival di Sanremo 2011. Prima di questo lavoro Roberto Vecchioni ha pubblicato nel 2007.

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