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Scavi di Pompei aperta e arredata la Villa Imperiale come 2000 anni fa

Scavi di Pompei aperta e arredata la Villa Imperiale come 2000 anni fa.


Villa-Imperiale-Pompei

Villa-Imperiale-Pompei

La Soprintendenza speciale per Pompei informa che la Villa ha riaperto al pubblico e lo fa in un modo del tutto esclusivo: tutti gli arredi di quei tempi sono stati ripristinati nelle sale, come se nulla fosse cambiato, permettendo al pubblico di rivivere quel lussuoso contesto. È possibile visitarla ogni giorno.

Gli ambienti raccontano come viveva una famiglia di lusso, attraverso la ricostruzione di ambienti domestici: la grande sala da pranzo, il triclinio, con morbidi triclini rivestiti di seta verde da dove assaporare la vista del giardino rigoglioso; tavolini e consolle per appoggiare le preziose stoviglie in ceramica; la stanza da letto del proprietario con bracieri e lucerne in bronzo.

La Villa fu costruita nell’ultimo decennio del I secolo a.c., danneggiata gravemente da un terremoto e. poi, ristrutturata. In epoca borbonica venne esplorata prima di essere nuovamente sepolta. Solo nel 1943 emerse alla luce, grazie ai bombardamenti che colpirono l‘Antiquarium che sorgeva al di sopra.

pompei-Villa-Imperiale

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La Villa è, inoltre, dimora di caratteristici affreschi restaurati, i quali raffigurano il mito di Arianna, di Teseo e il Minotauro, il volo di Dedalo e la caduta di Icaro. Un viaggio nel tempo, dunque, pensando che la Storia sia un racconto mai avvenuto.appoggiare le preziose stoviglie in ceramica; la stanza da letto del proprietario con bracieri e lucerne in bronzo.

Scavi di Pompei aperta e arredata la Villa Imperiale come 2000 anni fa.

 

 

Alberto Angela ha Finanziato un Affresco a Pompei



Alberto Angela ha Finanziato un Affresco a Pompei

Alberto Angela a Pompei

Alberto Angela a Pompei

il figlio del noto Piero Angela, presentatore del famoso programma televisivo Super Quark. Lo scorso 24 agosto è stato presentato l’affresco pompeiano rinominato l’ “Adone ferito”, che ritrae il bell’Adone ferito da un cinghiale inviatogli da un geloso Ares, morendo così tra le braccia della sua amata Afrodite.  L’affresco è restaurato grazie al ricavato del suo libro “I tre giorni di Pompei”.

Durante la conferenza di Alberto Angela ha annunciato la conclusione dei lavori di restauro dell’affresco dell’Adone Ferito dell’omonima casa in via di Mercurio. L’annuncio è stato dato da Angela perché una parte del ricavato delle vendite dell’opera del giornalista ha permesso il restauro dell’affresco raffigurante l’Adone morente tra le braccia di Afrodite.

«Chi visita Pompei ha la possibilità di immergersi letteralmente nel mondo romano – dice Angela – Tant’è che molto di ciò che gli storici sanno della Roma antica viene proprio da lì. Nemmeno la stessa capitale è così. La subitaneità e la violenza dell’eruzione hanno cristallizzato attimi di vita quotidiana. Ciò ne fa, secondo me, il sito archeologico più bello e particolare del mondo. L’unico, tra i tanti che ho visitato, in cui si percepisce ancora il calore della vita».

 Il Comune di Pompei (Napoli) ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria ad Alberto Angela. A renderlo noto è l’assessore alla cultura e vicesindaco della città degli scavi, Pietro Orsineri.

Ad Angela, paleontologo e divulgatore scientifico, scrittore, giornalista, appassionato di archeologia e storia romana, curatore di alcune trasmissioni dedicate a Pompei, intende conferire anche il titolo di «ambasciatore nel mondo».

 «Il suo volto e il suono nome è già legato alla città di Pompei – sottolinea Orsineri – ma riteniamo opportuno ufficializzare questo legame anche con un atto formale». Il conferimento avverrà, annuncia ancora l’amministrazione comunale, durante il premio Amedeo Maiuri.

Alberto Angela ha Finanziato un Affresco a Pompei

 

 

Sergio Mattarella inaugura mostra Mitoraj a Pompei



Sergio Mattarella inaugura mostra Mitoraj a Pompei

Sergio Mattarella inaugura mostra Mitoraj a Pompei

Sergio Mattarella inaugura mostra Mitoraj a Pompei

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella Italiana ha aperto la mostra del famoso scultore polacco Igor Mitoraj. Le 30 sculture di bronzo, ispirate alla cultura antica, sono state posizionate tra gli scavi archeologici, al centro degli Scavi di Pompei.

“Il nostro Paese ha il patrimonio artistico e culturale più grande del mondo. C’è esigenza non solo di conservarlo ma anche di valorizzarlo ed è un nostro dovere farlo, sia nei confronti della nostra storia che del nostro futuro”. Così ha dichiarato in occasione della inaugurazione della mostra di Mitoraj.

All’inaugurazione, oltre al Presidente Sergio Mattarella, era presente anche il Ministro della Cultura, Dario Franceschini. Sergio Mattarella ha definito lo scultore polacco, che ha vissuto molti anni in Toscana, “un’artista straordinario di questi anni”. La mostra, invece, è stata definita come “un collegamento eccezionale tra antichità e contemporaneità”. Mattarella ha giudicato gli scavi archeologici come una location “assolutamente naturale” per i capolavori di Mitoraj.

“La mostra di Mitoraj è una straordinaria combinazione tra antichità e contemporaneità.  Le opere trovano una collocazione naturale negli scavi perchè la cultura non ha tempo e non ha confini”. Commenta così Sergio Mattarella la visita alla mostra di Igor Mitoraj a Pompei.

Mattarella ha fatto tappa anche alla Basilica dedicata alla Beata Vergine del Santo Rosario. Ha pregato ai piedi del quadro della Vergine, ha visitato la Cappella del Beato Bartolo Longo la mostra “Per grazia ricevuta”. E poi, prima di andare via, ancora una preghiera.

 

Sergio Mattarella inaugura mostra Mitoraj a Pompei

 

 

Scavi di Pompei ed Ercolano aperti di notte 2 €


Aperti di Notte !!!

Scavi di Pompei ed Ercolano aperti di notte. Il biglietto costerà 2 euro

Agli Scavi di Pompei ed Ercolano tutti i sabato sera dal 7 maggio al 1 ottobre, dalle ore 20 alle 23 (ultimo ingresso ore 22) sarà possibile visitare i siti archeologici al solo costo di € 2.
Il percorso al chiaro di luna pompeiano inizierà presso Porta Marina proseguendo lungo il vialetto antistante all’Antiquarium. Dopo una sosta, durante la quale potete assistere a una proiezione sulle mura cittadine, continuerete visitando la Villa Imperiale, l’Antiquarium e il “Visitor Center”. Successivamente proseguirete lungo il Viale delle Ginestra fino ai Teatri dove sarà proiettato un filmato.

Scavi di Ercolano Aperti di Notte. Sono in programma visite guidate a cura delle guide del Gruppo archeologico vesuviano, che accompagneranno il visitatore alla scoperta dei reperti marinari dell’area conservati nel Padiglione della Barca, dove è anche esposta l’imbarcazione ritrovata sulla spiaggia antica di Ercolano. Da qui si raggiungerà l’area dei Fornici, sfortunato ricovero per i circa 300 fuggiaschi che qui vi trovarono la morte e da dove è possibile osservare la linea dell’antica costa. La visita si conclude sulla terrazza di Nonio Balbio, un tempo affaccio privilegiato sul mare.
Non è prevista prenotazione per gli accessi e le visite.

 

 

Ron in concerto a Pompei


Ron concerto a Pompei

Sabato 29 dicembre alle 20.45 nella tensostruttura di piazza Bartolo Longo.

Tanti eventi in programma a Pompei per dare l’addio al 2012 e accogliere il nuovo anno, grazie al ricco calendario di iniziative messo a punto dall’amministrazione comunale e dall’assessorato al Turismo. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.

A chiudere in bellezza l’anno “vecchio”, infatti, sarà la voce inconfondibile di Ron: il cantautore si esibirà in piazza Bartolo Longo – in una suggestiva e inedita performance acustica – sabato 29 dicembre alle ore 20.30 e si brinderà al 2013 con alcuni dei suoi più grandi successi, di una carriera ultratrentennale: da “Un momento anche per te” a “Il sole e la luna”, da “Vorrei incontrarti tra cent’anni”, il brano con cui a ha vinto il Festival di Sanremo nel 1996 (in coppia con Tosca), ai pezzi dei suoi ultimi album, realizzati in collaborazione anche con tanti artisti italiani e internazionali. Un concerto da non perdere, così come gli altri grandi appuntamenti musicali del Natale 2012 a Pompei.

Domenica 30 dicembre, sempre alle 20.30, la tensostruttura di piazza Bartolo Longo ospiterà il musical “Nei vicoli di Napoli”, portato in scena dall’associazione culturale “Magicamente Musical” per una serata interamente dedicata al teatro, alla musica e all’allegria. Martedì 1° gennaio, inoltre, sempre alle ore 20.30, in piazza Bartolo Longo ci si scambierà gli auguri in compagnia del soprano Marielle Bozzaotre accompagnata dal quartetto d’archi “Harmonia” (composto da Giancosimo Smaldone, Giuseppe Noto, Salvatore Padovano e Arnaldo Smaldone) che eseguirà arie d’opera e canti natalizi.

 

 

Pompei Ercolano Vesuvio siti archeologici aperti.

Pompei Ercolano Vesuvio

I siti archeologici di Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabia e l’Antiquarium di Boscoreale saranno aperti anche il 1 gennaio 2013 dalle 8 alle 14 (ultimo ingresso ore 13)
Come già avvenuto a Natale, anche a Capodanno turisti e visitatori potranno ammirare i tesori antichi e contare su una offerta ampliata.
A Pompei saranno aperte la casa di Apollo, la casa dei Ceii, la casa della caccia antica e la casa di Cecilio Giocondo. A Ercolano il padiglione della barca, dove è custodita un”imbarcazione di epoca romana. All’antiquarium di Boscoreale – informa la sovrintendenza – sarà possibile ammirare un frammento di affresco raffigurante Bacco proveniente dalla villa di Asellius: nella villa di Poppea a Oplonti saranno visibili parti di decorazioni parietali custodite nei depositi.
Apertura anche per il sentiero del Gran Cono dalle 9 alle 15: a Capodanno famiglie e turisti potranno recarsi sulla cima dopo una sosta al parcheggio di quota mille. Ad Ercolano (Napoli) resteranno chiusi al pubblico il museo Archeologico virtuale e la mostra presepiale in Villa Campolieto.

I siti archeologici di Pompei, Ercolano, Oplonti e Stabia e l’Antiquarium di Boscoreale saranno aperti anche il 1gennaio 2013 dalle 8 alle 14 (ultimo ingresso ore 13)Come già avvenuto a Natale, anche a Capodanno turisti e visitatori potranno ammirare i tesori antichi e contare su una offerta ampliata.A Pompei saranno aperte la casa di Apollo, la casa dei Ceii, la casa della caccia antica e la casa di Cecilio Giocondo. A Ercolano il padiglione della barca, dove è custodita un”imbarcazione di epoca romana. All’antiquarium di Boscoreale – informa la sovrintendenza – sarà possibile ammirare un frammento di affresco raffigurante Bacco proveniente dalla villa di Asellius: nella villa di Poppea a Oplonti saranno visibili parti di decorazioni parietali custodite nei depositi.
Apertura anche per il sentiero del Gran Cono dalle 9 alle 15: a Capodanno famiglie e turisti potranno recarsi sulla cima dopo una sosta al parcheggio di quota mille. Ad Ercolano (Napoli) resteranno chiusi al pubblico il museo Archeologico virtuale e la mostra presepiale in Villa Campolieto.

Pompei Ercolano Vesuvio

 

Pompei si affida allo sponsor Toshiba

Pompei si affida allo sponsor Toshiba


Toshiba proteggerà Pompei dall’inefficienza italiana

Nei prossimi mesi sarà predisposto un progetto per la mappatura della città antica. Questo impegno, in collaborazione con la Facoltà di Architettura della Seconda università di Napoli e il centro di competenza Benecon, dovrebbe consentire una migliore conservazione delle strutture e recupero dei monumenti. Senza contare l’intento di evitare ulteriori crolli.
Il crollo di due anni fa della Domus dei Gladiatori è stato per Pompei un punto di non ritorno. Crollare o ripartire era la scelta. Oggi, stando a quanto si scrive a pagina 46, si riparte. Con un partner privato e straniero – Toshiba – prova dell’attrattività del sito e della cittadina. L’ingresso di capitali freschi darà fiato alle casse e spinta a soluzioni innovative che promettono di trainare i flussi turistici.
Gli Scavi saranno costantemente sotto controllo grazie alle oltre 400 telecamere che saranno installate a tutela del sito: è questo l’obiettivo del nuovo progetto finanziato dal Pon Sicurezza, il programma gestito dal ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica sicurezza e cofinanziato dall’Unione europea. Dei 434 nuovi “occhi elettronici” previsti dal progetto, 130 sono destinati a sostituire le telecamere già esistenti nell’area ed ormai obsolete.
I nuovi supporti ottici saranno dislocati lungo il perimetro del parco, all’interno delle aree ritenute critiche della città antica, nei pressi dei depositi, dei laboratori, degli uffici, dei parcheggi e degli ingressi veicolari e pedonali.
Il potenziamento dell’impianto di videosorveglianza permetterà di prevenire il rischio di furti, danneggiamenti e atti vandalici, garantendo un adeguato monitoraggio dei flussi turistici che ogni giorno fanno registrare circa 15mila visitatori.
Il nuovo impianto rappresenterà, inoltre, un valido supporto per eventuali fini investigativi. Le risorse destinate dal Programma operativo nazionale “”Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo convergenza 2007-2013” ammontano a 3,8 milioni di euro. Il progetto, approvato dall’ultimo Comitato di valutazione è stato presentato ieri dalla sovrintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.
Quello vesuviano diventerà un centro di livello internazionale con specializzazione nella tutela dei monumenti”, ha sottolineato Ivan di Federico, responsabile Italia per Topcon. Si parla infatti di almeno 20 specialisti, tra manager, tecnici e ricercatori di varie nazionalità, e 20 studiosi di fama internazionale. “Vogliamo che Pompei diventi una smart city dotata di infrastrutture immateriali che consentano la valorizzazione delle sue risorse”, ha aggiunto il sindaco Claudio D’Alessio
Pompei si affida allo sponsor Toshiba

 

Pompei scoperto un vigneto d’età romana

Pompei scoperto un vigneto d’età romana

Archeologo Pompei

A portarlo alla luce una campagna di scavo condotta dall’Istituto archeologico germanico di Berlino e finanziata dal Deutsche Forschungsgemeinschaft, ossia l’equivalente tedesco del nostro Cnr.
Lavori diretti da Florian Seiler, archeologo da lungo tempo attivo nell’area vesuviana che ha coordinato uno staff internazionale e interdisciplinare, all’interno del quale figurano Pia Kastenmeier, Domenico Esposito e Catello Imperatore. Luogo del rinvenimento, il comune di Scafati, confinante con Pompei ma rientrante nella giurisdizione della provincia di Salerno e, quindi, di competenza della locale Soprintendenza archeologica guidata da Adele Campanelli.
Intorno a quella che un giorno sarebbe stata la sua tomba, Trimalcione voleva un orto, un frutteto ma soprattutto un vigneto. Facile comprendere dove il liberto arricchito del «Satyricon» di Petronio volesse andare a parare: nell’economia primaria del I secolo dopo Cristo, il nettare di Bacco era moneta sonante. Non c’è da stupirsi allora che intorno alla ricca Pompei si distendessero un tempo ettari coltivati a vite a perdita d’occhio. E che proprio a una manciata di chilometri dalla città sepolta dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. sia stato in questi giorni ritrovato quello che presumibilmente è uno tra vigneti meglio conservati di età romana.
Gli scavi hanno insistito su un terreno demaniale sito in via della Resistenza, in posizione strategica: a 350 metri in direzione sudest sorge la villa romana di Numerius Popidius Narcissus Maior, a 50 metri in direzione est la cosiddetta villa della «cartucciera». Tutto lascerebbe pensare che quel terreno coltivato a vite di 12 metri per quattro appartenesse a una di queste due «fattorie» dell’antichità.
L’economia che fu
I lavori di scavo che hanno portato alla scoperta rientrano nel progetto che l’Istituto archeologico germanico ha avviato nel 2007 per la ricostruzione del paleo-paesaggio della piana del Sarno, ossia l’ampia area geografica tagliata dall’omonimo fiume sulla quale nell’antichità sorsero i centri di Pompei e Nuceria. E ricostruire il paleo-paesaggio significa anche ricostruire l’economia sulla quale si reggevano queste due città. Un’economia fondata sull’agricoltura. «Gli studi condotti in questi anni – spiega Florian Seiler – hanno accertato come la piana del Sarno fosse vocata all’attività agricola sin almeno dall’età del bronzo, per l’età del ferro e andando oltre l’eruzione del ’79 d.C.
Le eruzioni vesuviane ci hanno preservato queste serie storiche con un livello di conservazione sconosciuto nel resto del mediterraneo». In età romana, intorno ai centri di Pompei e Nuceria, sorgevano almeno 150 villae rusticae dove si allevavano animali, si coltivava la vite e l’ulivo, si producevano vini e oli che poi venivano esportati nel resto dell’impero. I vigneti erano insomma integrante parte del paesaggio.
Vino pompeiano
Il colpo d’occhio che offre l’antico vigneto trovato a Scafati è di grande suggestione: vi si riconoscono i solchi prodotti dalla zappa di chissà quale schiavo, i fori in cui erano inseriti i pali che servivano a sorreggere i filari e le tracce lasciate dalle radici delle piante. «Si può dire – continua Seiler – che, insieme con quelli rinvenuti sempre nell’area vesuviana tra gli anni Cinquanta e Settanta, quello trovato ora sia il vitigno meglio conservato dell’antichità». Rispetto alle scoperte degli anni Cinquanta e Settanta, tuttavia, c’è un vantaggio: gli strumenti di ricerca si sono raffinati.
«Quindi – prosegue l’archeologo tedesco – abbiamo chance ancora maggiori di comprendere come funzionasse l’agricoltura nel primo secolo dopo Cristo». A questo punto entreranno in gioco paleobotanici come Mark Robinson dell’Università di Oxford, palinologi come Hermann Behling e Linda Steinhübel dell’Università di Göttingen, geografi e geoecologi come Michael Märker e Sebastian Vogel nonché micromorfologi come Ivano Rellini.
A loro il compito di analizzare le evidenze portate alla luce dallo scavo di Scafati sino a trarne rispettive le conclusioni. Per la primavera dell’anno prossimo è prevista la presentazione dei risultati della ricerca e a seguire la pubblicazione. Il tutto in Germania, terra di grandi archeologi del passato. Che ancora una volta dimostra una sensibilità verso il nostro “povero” patrimonio che dalle nostre parti non è affatto scontata.
Pompei scoperto un vigneto d’età romana

 

 

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

Turisti Elvetici agli scavi di Pompei

Una passeggiata culturale a piedi, lungo il territorio della costa vesuviana. E´ stata l’impresa degli ultimi giorni di una comitiva di studenti universitari elvetici, che sotto la guida di artisti e studiosi locali, sono entrati nel cuore di un comprensorio segnato da testimonianze di grandezza ed elementi di degrado. Dalla Reggia di Portici agli scavi di Pompei, attraversando Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata, fino al parco archeologico di Pompei. L´itinerario è stato percorso sotto la guida di docenti, archeologi, artisti ed architetti. L’area pompeiana ha naturalmente catalizzato l’interesse maggiore della comitiva, che ha conosciuto i particolari della vita antica a Pompei durante il primo secolo dopo Cristo. Gli approfondimenti di usi, costumi, materiali e tecniche di costruzione delle domus, assumono valore in una programmazione urbanistica di riedificazione ecosostenibile del territorio del Vesuvio. Gli studenti hanno realizzato, attraversando la città antica, performance artistiche documentate con video, foto e registrazioni audio. E’ stato un modo per utilizzare l’arte contemporanea come modello per la fruizione di conoscenze e valorizzazione dei beni culturali. Il progetto è della Stalker Walking School (SWS) con la partecipazione di docenti e studenti di studi urbani dell’ETH Zurigo e quelli di fotografia della scuola della HFG di Karlsruhe, e la collaborazione di SUDLAB. E’ la seconda esperienza del genere nella provincia di Napoli, in cui sono stati impegnati tre giorni in cammino al fine di comprendere e raccontare con l’arte le trasformazioni del paesaggio all’ombra del Vesuvio. E’ un approccio di conoscenza diretta attraversando i luoghi ed osservando le contraddizioni di una cultura millenaria svalutata dal degrado attuale. Pompei con Ercolano e le ville del Miglio d’Oro alle falde del Vesuvio, costituiscono una possibilità unica per preservare il passato in funzione di un futuro sostenibile e consapevole. Il Vesuvio è una delle aree più popolate d’Europa (circa 700.000 abitanti) per cui la testimonianza archeologica dell’eruzione assume anche il valore di monito da interpretare nella penetrazione del territorio, dove il valore estetico dei monumenti vesuviani contrastano con i complessi urbani realizzati nell’ultimo ventennio. Nel percorso, anche la visione della processione di Maria SS. della Neve a Torre Annunziata, che è stata funzionale alla conoscenza della cultura locale, come necessità di esorcizzare con segni di religione la paura del Vesuvio.

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

 

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

Il film italiano: “Gladiatori di Roma 3D”

Costato ben 40 milioni di euro e 5 anni di lavoro cui ha preso parte uno staff di 500 persone, è appena uscito in 400 copie “Gladiatori di Roma 3D”, nuovo arrivato tra i titoli di animazione. Sono numeri importanti per non dire stratosferici visto che si tratta di una produzione italiana.

A dire il vero l’impronta hollywoodiana c’è, perché Igino Straffi, produttore e regista del film, ha ingaggiato come sceneggiatore niente meno che quello del primo episodio della saga “L’Era Glaciale”. Questa partecipazione di lusso ha sicuramente aiutato la riuscita dell’opera ma ne ha attutita la forza dirompente perché ha significato mettere in scena tutta una serie di stereotipi dell’animazione visti e rivisti nei titoli americani.

Visto il coraggioso dispiegamento di forze profuse, forse non c’era margine di rischiare ulteriormente distaccandosi dalla tradizione.

Le scenografie di sfondo sono belle e particolareggiate e il 3d visivamente molto potente, ma i movimenti di macchina appaiono spesso troppo veloci e i volti dei protagonisti un po’ limitati nell’espressività. Sul doppiaggio stendiamo un velo pietoso perché fa veramente impressione la mancata sincronia tra disegni e voci.

La tecnica d’animazione non è al livello degli ultimi capolavori d’oltreoceano; ma i bambini apprezzeranno lo stesso e coloreranno da soli con la fantasia quel che appare troppo povero ai disincantati adulti.

Il messaggio del film è importante: le mete si raggiungono con sforzo e sacrifici costanti e non percorrendo scorciatoie.

“Gladiatori di Roma 3D” è stato venduto in 30 Paesi e arriverà in 3000 copie in America la prossima Pasqua. Rappresenta insomma una gigantesca scommessa per l’esportazione del nostro cinema.

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