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Alberto Angela ha Finanziato un Affresco a Pompei



Alberto Angela ha Finanziato un Affresco a Pompei

Alberto Angela a Pompei

Alberto Angela a Pompei

il figlio del noto Piero Angela, presentatore del famoso programma televisivo Super Quark. Lo scorso 24 agosto è stato presentato l’affresco pompeiano rinominato l’ “Adone ferito”, che ritrae il bell’Adone ferito da un cinghiale inviatogli da un geloso Ares, morendo così tra le braccia della sua amata Afrodite.  L’affresco è restaurato grazie al ricavato del suo libro “I tre giorni di Pompei”.

Durante la conferenza di Alberto Angela ha annunciato la conclusione dei lavori di restauro dell’affresco dell’Adone Ferito dell’omonima casa in via di Mercurio. L’annuncio è stato dato da Angela perché una parte del ricavato delle vendite dell’opera del giornalista ha permesso il restauro dell’affresco raffigurante l’Adone morente tra le braccia di Afrodite.

«Chi visita Pompei ha la possibilità di immergersi letteralmente nel mondo romano – dice Angela – Tant’è che molto di ciò che gli storici sanno della Roma antica viene proprio da lì. Nemmeno la stessa capitale è così. La subitaneità e la violenza dell’eruzione hanno cristallizzato attimi di vita quotidiana. Ciò ne fa, secondo me, il sito archeologico più bello e particolare del mondo. L’unico, tra i tanti che ho visitato, in cui si percepisce ancora il calore della vita».

 Il Comune di Pompei (Napoli) ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria ad Alberto Angela. A renderlo noto è l’assessore alla cultura e vicesindaco della città degli scavi, Pietro Orsineri.

Ad Angela, paleontologo e divulgatore scientifico, scrittore, giornalista, appassionato di archeologia e storia romana, curatore di alcune trasmissioni dedicate a Pompei, intende conferire anche il titolo di «ambasciatore nel mondo».

 «Il suo volto e il suono nome è già legato alla città di Pompei – sottolinea Orsineri – ma riteniamo opportuno ufficializzare questo legame anche con un atto formale». Il conferimento avverrà, annuncia ancora l’amministrazione comunale, durante il premio Amedeo Maiuri.

Alberto Angela ha Finanziato un Affresco a Pompei

 

 

Pompei si affida allo sponsor Toshiba

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Toshiba proteggerà Pompei dall’inefficienza italiana

Nei prossimi mesi sarà predisposto un progetto per la mappatura della città antica. Questo impegno, in collaborazione con la Facoltà di Architettura della Seconda università di Napoli e il centro di competenza Benecon, dovrebbe consentire una migliore conservazione delle strutture e recupero dei monumenti. Senza contare l’intento di evitare ulteriori crolli.
Il crollo di due anni fa della Domus dei Gladiatori è stato per Pompei un punto di non ritorno. Crollare o ripartire era la scelta. Oggi, stando a quanto si scrive a pagina 46, si riparte. Con un partner privato e straniero – Toshiba – prova dell’attrattività del sito e della cittadina. L’ingresso di capitali freschi darà fiato alle casse e spinta a soluzioni innovative che promettono di trainare i flussi turistici.
Gli Scavi saranno costantemente sotto controllo grazie alle oltre 400 telecamere che saranno installate a tutela del sito: è questo l’obiettivo del nuovo progetto finanziato dal Pon Sicurezza, il programma gestito dal ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica sicurezza e cofinanziato dall’Unione europea. Dei 434 nuovi “occhi elettronici” previsti dal progetto, 130 sono destinati a sostituire le telecamere già esistenti nell’area ed ormai obsolete.
I nuovi supporti ottici saranno dislocati lungo il perimetro del parco, all’interno delle aree ritenute critiche della città antica, nei pressi dei depositi, dei laboratori, degli uffici, dei parcheggi e degli ingressi veicolari e pedonali.
Il potenziamento dell’impianto di videosorveglianza permetterà di prevenire il rischio di furti, danneggiamenti e atti vandalici, garantendo un adeguato monitoraggio dei flussi turistici che ogni giorno fanno registrare circa 15mila visitatori.
Il nuovo impianto rappresenterà, inoltre, un valido supporto per eventuali fini investigativi. Le risorse destinate dal Programma operativo nazionale “”Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo convergenza 2007-2013” ammontano a 3,8 milioni di euro. Il progetto, approvato dall’ultimo Comitato di valutazione è stato presentato ieri dalla sovrintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.
Quello vesuviano diventerà un centro di livello internazionale con specializzazione nella tutela dei monumenti”, ha sottolineato Ivan di Federico, responsabile Italia per Topcon. Si parla infatti di almeno 20 specialisti, tra manager, tecnici e ricercatori di varie nazionalità, e 20 studiosi di fama internazionale. “Vogliamo che Pompei diventi una smart city dotata di infrastrutture immateriali che consentano la valorizzazione delle sue risorse”, ha aggiunto il sindaco Claudio D’Alessio
Pompei si affida allo sponsor Toshiba

 

Pompei scoperto un vigneto d’età romana

Pompei scoperto un vigneto d’età romana

Archeologo Pompei

A portarlo alla luce una campagna di scavo condotta dall’Istituto archeologico germanico di Berlino e finanziata dal Deutsche Forschungsgemeinschaft, ossia l’equivalente tedesco del nostro Cnr.
Lavori diretti da Florian Seiler, archeologo da lungo tempo attivo nell’area vesuviana che ha coordinato uno staff internazionale e interdisciplinare, all’interno del quale figurano Pia Kastenmeier, Domenico Esposito e Catello Imperatore. Luogo del rinvenimento, il comune di Scafati, confinante con Pompei ma rientrante nella giurisdizione della provincia di Salerno e, quindi, di competenza della locale Soprintendenza archeologica guidata da Adele Campanelli.
Intorno a quella che un giorno sarebbe stata la sua tomba, Trimalcione voleva un orto, un frutteto ma soprattutto un vigneto. Facile comprendere dove il liberto arricchito del «Satyricon» di Petronio volesse andare a parare: nell’economia primaria del I secolo dopo Cristo, il nettare di Bacco era moneta sonante. Non c’è da stupirsi allora che intorno alla ricca Pompei si distendessero un tempo ettari coltivati a vite a perdita d’occhio. E che proprio a una manciata di chilometri dalla città sepolta dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. sia stato in questi giorni ritrovato quello che presumibilmente è uno tra vigneti meglio conservati di età romana.
Gli scavi hanno insistito su un terreno demaniale sito in via della Resistenza, in posizione strategica: a 350 metri in direzione sudest sorge la villa romana di Numerius Popidius Narcissus Maior, a 50 metri in direzione est la cosiddetta villa della «cartucciera». Tutto lascerebbe pensare che quel terreno coltivato a vite di 12 metri per quattro appartenesse a una di queste due «fattorie» dell’antichità.
L’economia che fu
I lavori di scavo che hanno portato alla scoperta rientrano nel progetto che l’Istituto archeologico germanico ha avviato nel 2007 per la ricostruzione del paleo-paesaggio della piana del Sarno, ossia l’ampia area geografica tagliata dall’omonimo fiume sulla quale nell’antichità sorsero i centri di Pompei e Nuceria. E ricostruire il paleo-paesaggio significa anche ricostruire l’economia sulla quale si reggevano queste due città. Un’economia fondata sull’agricoltura. «Gli studi condotti in questi anni – spiega Florian Seiler – hanno accertato come la piana del Sarno fosse vocata all’attività agricola sin almeno dall’età del bronzo, per l’età del ferro e andando oltre l’eruzione del ’79 d.C.
Le eruzioni vesuviane ci hanno preservato queste serie storiche con un livello di conservazione sconosciuto nel resto del mediterraneo». In età romana, intorno ai centri di Pompei e Nuceria, sorgevano almeno 150 villae rusticae dove si allevavano animali, si coltivava la vite e l’ulivo, si producevano vini e oli che poi venivano esportati nel resto dell’impero. I vigneti erano insomma integrante parte del paesaggio.
Vino pompeiano
Il colpo d’occhio che offre l’antico vigneto trovato a Scafati è di grande suggestione: vi si riconoscono i solchi prodotti dalla zappa di chissà quale schiavo, i fori in cui erano inseriti i pali che servivano a sorreggere i filari e le tracce lasciate dalle radici delle piante. «Si può dire – continua Seiler – che, insieme con quelli rinvenuti sempre nell’area vesuviana tra gli anni Cinquanta e Settanta, quello trovato ora sia il vitigno meglio conservato dell’antichità». Rispetto alle scoperte degli anni Cinquanta e Settanta, tuttavia, c’è un vantaggio: gli strumenti di ricerca si sono raffinati.
«Quindi – prosegue l’archeologo tedesco – abbiamo chance ancora maggiori di comprendere come funzionasse l’agricoltura nel primo secolo dopo Cristo». A questo punto entreranno in gioco paleobotanici come Mark Robinson dell’Università di Oxford, palinologi come Hermann Behling e Linda Steinhübel dell’Università di Göttingen, geografi e geoecologi come Michael Märker e Sebastian Vogel nonché micromorfologi come Ivano Rellini.
A loro il compito di analizzare le evidenze portate alla luce dallo scavo di Scafati sino a trarne rispettive le conclusioni. Per la primavera dell’anno prossimo è prevista la presentazione dei risultati della ricerca e a seguire la pubblicazione. Il tutto in Germania, terra di grandi archeologi del passato. Che ancora una volta dimostra una sensibilità verso il nostro “povero” patrimonio che dalle nostre parti non è affatto scontata.
Pompei scoperto un vigneto d’età romana

 

 

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

Turisti Elvetici agli scavi di Pompei

Una passeggiata culturale a piedi, lungo il territorio della costa vesuviana. E´ stata l’impresa degli ultimi giorni di una comitiva di studenti universitari elvetici, che sotto la guida di artisti e studiosi locali, sono entrati nel cuore di un comprensorio segnato da testimonianze di grandezza ed elementi di degrado. Dalla Reggia di Portici agli scavi di Pompei, attraversando Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata, fino al parco archeologico di Pompei. L´itinerario è stato percorso sotto la guida di docenti, archeologi, artisti ed architetti. L’area pompeiana ha naturalmente catalizzato l’interesse maggiore della comitiva, che ha conosciuto i particolari della vita antica a Pompei durante il primo secolo dopo Cristo. Gli approfondimenti di usi, costumi, materiali e tecniche di costruzione delle domus, assumono valore in una programmazione urbanistica di riedificazione ecosostenibile del territorio del Vesuvio. Gli studenti hanno realizzato, attraversando la città antica, performance artistiche documentate con video, foto e registrazioni audio. E’ stato un modo per utilizzare l’arte contemporanea come modello per la fruizione di conoscenze e valorizzazione dei beni culturali. Il progetto è della Stalker Walking School (SWS) con la partecipazione di docenti e studenti di studi urbani dell’ETH Zurigo e quelli di fotografia della scuola della HFG di Karlsruhe, e la collaborazione di SUDLAB. E’ la seconda esperienza del genere nella provincia di Napoli, in cui sono stati impegnati tre giorni in cammino al fine di comprendere e raccontare con l’arte le trasformazioni del paesaggio all’ombra del Vesuvio. E’ un approccio di conoscenza diretta attraversando i luoghi ed osservando le contraddizioni di una cultura millenaria svalutata dal degrado attuale. Pompei con Ercolano e le ville del Miglio d’Oro alle falde del Vesuvio, costituiscono una possibilità unica per preservare il passato in funzione di un futuro sostenibile e consapevole. Il Vesuvio è una delle aree più popolate d’Europa (circa 700.000 abitanti) per cui la testimonianza archeologica dell’eruzione assume anche il valore di monito da interpretare nella penetrazione del territorio, dove il valore estetico dei monumenti vesuviani contrastano con i complessi urbani realizzati nell’ultimo ventennio. Nel percorso, anche la visione della processione di Maria SS. della Neve a Torre Annunziata, che è stata funzionale alla conoscenza della cultura locale, come necessità di esorcizzare con segni di religione la paura del Vesuvio.

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

 

Passeggiata culturale degli studenti elvetici

Visite gratuite ai siti archeologici vesuviani il 29 e 30 settembre


Gratis agli Scavi di Pompei

Scavi di Pompei

La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei ha diramato un comunicato per informare di aver aderito all’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali volta a promuovere i monumenti archeologici e paesaggistici in occasione della Giornate Europee del Patrimonio “L’Italia tesoro d’Europa“, indette nei giorni del 29 e 30 settembre prossimi. In quelle date l’ingresso agli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabia e all’Antiquarium di Boscoreale sarà gratuito.

Pompei ha organizzato visite guidate gratuite per le ore 10,30 e le ore 12,00 di sabato 29 e domenica 30 settembre. All´iniziativa, curata da CoopCulture, possono partecipare un massimo di 30 persone per turno, con prenotazione obbligatoria al seguente numero telefonico della direzione di Villa dei Misteri degli scavi di Pompei: 081.8575327 (chiamando dalle ore 9,30 alle 15,00 da lunedì 24 a venerdì 28 settembre).

Pompei Cinema Festival, seconda edizione.

Teatro Costanzo Mattiello Pompei

Al Teatro Di Costanzo Mattiello, ci sarà la premiazione dei personaggi appartenenti al mondo cinematografico, televisivo e giornalistico che hanno maggiormente valorizzato location, paesaggi e identità culturali del sud Italia, senza dimenticare l’attenzione che la manifestazione rivolge alla legalità e tematiche sociali.

L’evento includerà inoltre il Premio alla Legalità, Premio alla Carriera, Premio alla Città di Pompei, Premio Pompei Cinema Festival 2012.

L’veneto è stato realizzato grazie alla collaborazione con Cinzia De Curtis (agenzia Intermedia 86) e oltre ai premi per i film, verrà assegnato un riconoscimento ad uno dei tre cortometraggi proiettati nei locali del Liceo Scientifico e Statale E. Pascal durante i tre giorni del Festival: ‘Uno Studente di nome Alessandro‘, film di Enzo De Camillis; ‘Massimo‘, Road to Pictures Film, in collaborazione con Images Hunters e Visualdesigners è un film di Ciro D’Amelio con Ruggiero Tammaro, Ardalan Nebavinejad, Dario Leone e Giulio Monterotti; “Damiano”- Sicilia, 1992. Damiano, un bambino di nove anni, vive attraverso i suoi attenti occhi le stragi e gli attentati di mafia di quegli anni, tra cui l’uccisione del suo maestro (mentore, amico e giornalista), e le difficoltà del padre nel trovare lavoro.

il Viaggio nei sensi a Pompei, Sorrento e Caserta tra cultura e cibo

Dal 14 settembre al 2 novembre i ristoratori inventeranno le loro ricette ispirandosi alla storia e all’arte

Il percorso si snoderà tra Sorrento, Pompei e Caserta come luoghi dove arte e gusto trovano una perfetta sintesi. Per il primo appuntamento, a Sorrento, venerdì 14 settembre, gli chef di Camera&Cucina, coadiuvati da Imma Gargiulo, finalista della prima edizione di Master Chef Italia, proporranno una cena con portate ispirate ad alcune delle opere conservate presso il Museo Correale di Terranova. La cena, con inizio alle 20.30, al costo 45 euro, sarà accompagnata dai vini dell’azienda Feudi di San Gregorio e avrà una dolce conclusione con “Sentimento di Sal” del noto pasticcere dell’Accademia Maestri Pasticceri, Sal De Riso. Il 12 ottobre, poi, sarà la volta di Paolo Gramaglia, del ristorante President di Pompei, che non poteva che ispirarsi agli affreschi dei vicini scavi di Pompei e Oplonti. A Caserta, infine, a due passi dalla Reggia, la chef Rosanna Marziale del ristorante Le Colonn, il 2 novembre, svilupperà il suo viaggio ispirandosi ai Borbone e ai piatti preferiti del re, il tutto con una cena sensoriale dal titolo “Il ritorno Fantastico di Carlo di Borbone”. Sarà un attore a recitare la parte del re che racconta le sue preferenze gastronomiche.

Mangiare è un’esperienza che coinvolge non soltanto il gusto, ma anche tutto l’insieme delle nostre sensazioni. E questa totalità di sensazioni è l’aspetto che probabilmente fa del cibo cultura. Da qui, da queste suggestioni e da un’idea di Carmen Davolo, Santa di Salvo, Daniela Marrapese, Giuseppe Aversa e Antonino Fattorusso, e con la collaborazione del Museo Correale di Terranova di Sorrento, parte a settembre “Viaggio nei sensi…aspettando le Giornate Gastronomiche Sorrentine”, un format che continuerà fino a novembre 2012 e che andrà in scena in alcune delle località più suggestive della regione.

Pompei: visitatori in aumento, superata quota 16 mila

Botteghino Scavi di Pompei

Ben 16.329 persone hanno affollato i siti archeologici vesuviani. Lo comunica, in una nota, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei. Si tratta di un ottimo risultato, conseguito anche grazie alla presenza di numerosi croceristi che hanno fatto scalo al porto di Napoli. Ed effettivamente, Pompei ed Ercolano, che ieri hanno fatto registrare 14.802 e 1.389 visitatori rispettivamente, restano in cima alle preferenze dei turisti che, giungendo nella citta’ capoluogo, le scelgono quale meta delle loro escursioni.

Infatti, dopo mesi in cui, anche a causa dello scenario di crisi che caratterizza l’economia mondiale, si e’ registrato un sia pur contenuto calo di presenze, i primi 11 giorni di settembre fanno registrare un aumento di circa il 5% nel numero di visitatori rispetto allo stesso periodo del 2011. E, se e’ sicuramente presto per trarre conclusioni definitive, il dato e’ sicuramente una conferma del prestigio che le aree archeologiche vesuviane godono in tutto il mondo.

La casa “domus” di Giulio Polibio


Casa di Polibio Triclinio

Visita ’multimediale’ alla splendida domus di Giulio Polibio è la nuova offerta che si inserisce nel programma ’PompeiViva’
avviato dal Commissario delegato per l’emergenza e dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei. Ad accogliere i visitatori è l’ologramma di Giulio Polibio, le cui sembianze sono state ricostruite grazie allo studio dei calchi.
L’impianto della casa, su Via dell’Abbondanza, risale al III secolo: l’atrio conserva i resti della decorazione pittorica sulla parte alta delle pareti risalente al II secolo e quella inferiore al I secolo, la decorazione dei pavimenti di marmo testimonia l’agiatezza dei proprietari. Visitabile anche il quartiere della servitù e la cucina sul cui bancone destinato alla cottura sono state ritrovate stoviglie in terracotta. Oltre alla voce narrante di Polibio il visitatore sarà accompagnato da una istallazione sonora in cinque aree.
Nell’atrio si ascolteranno i suoni della strada, ma anche i rumori dei lavori di ristrutturazione che si svolgevano nella casa al momento dell’eruzione. In cucina, i suoni del vasellame, di un mortaio, del fuoco acceso, di una piccola macina; mentre nell’impluvium si svilupperanno suoni e rumori di giochi d’acqua e d’aria. Nel peristilio si potranno ascoltare i suoni della natura, gli uccelli e il rumore del vento.
Nell’ultima stanza, dove gli scavi portarono alla luce le vittime si materializzerà l’immagine di una donna in attesa di un bambino, che ricorda la giovane madre ritrovata che potrebbe essere la figlia del proprietario (le retroproiezioni sono state realizzate da PFM multimedia, il percorso sonoro “Opera regio IX” è un progetto di Claudio Rodolfo Salerno presidente dell’Istituto per la Diffusione di Scienze Naturali) .
Negli ambienti più importanti della casa sono state collocate copie di oggetti ma anche armadi, tavoli e triclini. Lungo il percorso viene infine proposta anche la ricostruzione virtuale in 3d della casa a cura di Altair4 Multimedia.

Domus di Giulio Polibio
Visita multimediale
Dal lunedì alla domenica
Ore 10.00 italiano
Ore 12.00 italiano
Ore 14.00 inglese
Ore 16.00 italiano
Ore 18.00 italiano

Partecipazione gratuita – prenotazione obbligatoria
Dal lunedì al venerdì ore 9.00 -18.00
sabato ore 9.00- 14.00







Da Pompei verso L’Africa

Trame Africane

Trame Africane è una Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale), nata nel luglio del 2001 dall’impegno di un gruppo di persone già attive da anni nel settore del volontariato.
Il suo obiettivo è quello di creare concrete possibilità di crescita nei paesi in via di sviluppo, fornendo alle persone che vivono in condizioni disagiate strumenti e opportunità di riscatto, per migliorare le proprie condizioni di vita attraverso l’ l’educazione sanitaria, l’ istruzione, la formazione professionale ed il lavoro.
La realizzazione dei progetti avviene esclusivamente grazie alla collaborazione con partner locali, conoscitori del contesto sociale e culturale, e attraverso incontri con le persone del luogo a cui l’intervento è rivolto. In questo modo si riesce a rispondere alla reali necessità di quanti coinvolti, rispettandone tradizioni e cultura, senza imporre modelli predefiniti.
Vogliamo aiutare le persone che vivono in condizioni disagiate, sostenerle lungo la via del riscatto sociale ed economico, offrendo loro la possibilità di riprendere in mano il proprio destino.

La nostra Mission
Siamo convinti che ciò sia possibile solo fornendo alle persone mezzi e strumenti che le rendano attori della propria vita e non spettatori passivi, perché costretti, da una storia e da un luogo, a non avere altra scelta. Il nostro compito è quello di creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile senza fermarci all’assistenzialismo, che seppur necessario, non crea autonomia.
Interveniamo per dare alle persone la possibilità di poter scegliere, mettendo a loro disposizione nuove strutture, conoscenze e competenze. E tutto questo migliorando le condizioni igienico-sanitarie, permettendo un’istruzione scolastica, creando opportunità di lavoro, formando figure professionali, intervenendo con corsi di promozione sociale e di prevenzione.
Agiamo nel pieno rispetto delle culture, perché sostenere le persone vuol dire innanzitutto ascoltarle e comprendere le loro necessità. I nostri interventi nascono, infatti, dalle specifiche esigenze delle persone a cui ci rivolgiamo. Le risorse umane impegnate sono persone del luogo, in quanto crediamo che imporre il nostro modello di vita ad una cultura completamente diversa non solo sia inutile, ma ingiusto. Non esistono modelli vincenti da far seguire alle persone; esistono, invece, persone con un loro vissuto, con una storia e una cultura che vanno rispettate.
A rendere più facile tutto ciò, sono i nostri partner locali, profondi conoscitori del tessuto socio-culturale del luogo.

Ci rechiamo sul posto per essere presenti di persona, per ascoltare e progettare insieme a chi il disagio lo vive tutti i giorni, per verificare che il nostro intervento funzioni e per iniziarne di nuovi.
Il nostro supporto ai progetti intrapresi continua nel tempo, perché far nascere un dispensario, una scuola di mestieri, un asilo, non vuole dire solo costruire la struttura o organizzarne l’ avvio, ma sostenerlo in maniera continuativa.
Tutti i fondi raccolti sono destinati esclusivamente a chi ne ha bisogno.

Le persone che collaborano con Trame Africane non ricevono compensi o rimborsi spese. Sono solo volontari la cui profonda convinzione è che

arrivare lontano, direttamente alle persone a cui è rivolto l’aiuto, senza sprechi di denaro lungo il percorso. Questo il segreto per cui Trame Africane con poco riesce a fare tanto.
chiunque voglia sostenere una Associazione come la nostra, lo debba fare perché condivide il desiderio di aiutare chi è meno fortunato. L’unica ricompensa possibile sta nella gioia del “dare” disinteressatamente. Solo così tutti gli sforzi e le energie profuse possono.
Chiunque desiderasse offrire il proprio contributo,
può effettuare donazioni alle seguenti coordinate bancarie:
Associazione Onlus Trame Africane
Monte dei Paschi di Siena
Agenzia di Scafati
Iban: IT26Q0103076490000002525600
Causale: “Aiuto a Machaka e Mbulungu”
Banca di Credito Cooperativo di Scafati e Cetara
Agenzia di Scafati
Iban: IT54D0885576490000000325707
Per bonifici dall’estereo
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