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Per
quanto riguarda le abitudini alimentari, i romani
solevano fare, all'alba, una prima colazione ricca e
abbondante (ientaculum),
a base di carne. Verso mezzogiorno la famiglia si
raccoglieva per il prandium, un pasto piuttosto leggero:
pesci, uova, legumi e frutta. Più tardi, tra le tre e le
quattro pomeridiane, si ritornava a casa per la cena, il
pranzo principale della giornata, a cui si invitavano
gli amici, intrattenuti nell'apposita sala (triclinium)
da giocolieri, danzatori, musici, come racconta Plinio
nel 9° libro, lettera 17. |
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Nell'età
imperiale i commensali cenavano sdraiati sui letti
tricliniari. Si cominciava con la
gustatio,
un antipasto con uova, lattuga, ostriche innaffiate con
vino e miele; poi venivano servite due o tre portate di
ogni genere di carne. Gli ultimi piatti erano i dolci e
la frutta. Dopo cena talvolta si beveva a volontà sotto
la direzione di un
arbiter bibendi,
"re del convito", eletto con il lancio dei dadi, che
sceglieva i vini e stabiliva la grandezza e il numero
delle coppe. |